Domande e risposte

Hai ancora qualche dubbio su come comperare e vendere foto sui microstock? Prova a cercare qui la risposta.

Questo elenco di Faq è ancora incompleto è sarà integrato un po’ alla volta. Sono benvenuti i vostri contributi anche in questa sezione. Potete mandare nuove Faq come commenti a questo articolo e le trasformerò in domande e risposte vere e proprie. Oppure scrivetemi a questo indirizzo moreno@soppelsa.it

D: Meglio vendere le foto in esclusiva a un microstock o no?

R: Anche se si affidano le foto a un microstock, chi le ha scattate continua a detenere i diritti di copyright su di esse e chi le acquisterà dovrà pubblicare il suo nome e quello dell’agenzia. In Fotolia, Dreamstime e molti altri siti di questo genere si può anche decidere, per ogni immagine, se quell’agenzia la potrà vendere in esclusiva o meno. Shutterstock invece accetta solo foto non in esclusiva. Su iStock invece per poter avere l’esclusiva bisogna avere un buon livello di vendite ed esser ammessi a questo traguardo che consente di guadagnare percentuali molto alte (fino al 45%) rispetto a quelle standard, che vanno dal 15 al 20%. A noi la scelta se preferiamo più libertà d’azione, e spesso un guadagno superiore su una maggiore quantità di foto vendute, o più guadagno sulla singola foto. Chi ha concesso l’esclusiva, non potrà vendere la foto in altri canali, nemmeno a una casa editrice che ce la chiede direttamente. In qualsiasi momento si potrà decidere di togliere l’esclusiva per ogni singola foto affidata ai microstock.

D: Conviene diventare fotografi esclusivi di un microstock?

R: Secondo noi assolutamente no. Se si diventa fotografi esclusivi di un microstock, non si potrà vendere nessuna foto su altri siti di questo genere, nemmeno quelle respinte sul microstock al quale si ha dato l’esclusiva. Siti come Fotolia premiano i fotografi esclusivi con un guadagno migliore e qualche opzione in più (come la possibilità di aumentare il prezzo base delle foto una volta aver conseguito le cento vendite) e anche Dreamstime riconosce parecchi vantaggi agli esclusivisti, come venti centesimi di dollaro per ogni foto accettata. Sembra buono, ma il rovescio della medaglia è pesante: il fatto di non poter caricare su un altro microstock le immagini rifiutate da quello su cui si ha l’esclusiva, vuol dire perdere per sempre la possibilità di venderle. E si sa che i selezionatori di immagini di tutti i microstock fanno degli errori e spesso bocciano foto che scopriamo vendere benissimo sui siti che invece li hanno accettati. Niente esclusiva totale, per carità!

D: Posso inviare ai microstock qualsiasi tipo di foto?

R: No, i microstock hanno in genere come clienti agenzie pubblicitarie, editori, privati, piccole service editoriali che usano le immagini per scopi commerciali e non legati al diritto di cronaca. Per questo motivo non possono essere mandate immagini che contengano persone identificabili, a meno che non si invii anche una liberatoria in cui il modello autorizzi l’uso commerciale della sua immagine. In mancanza di liberatoria, difficilissima da ottenere, non vengono accettate nemmeno immagini con l’interno di musei e molti monumenti storici, edifici privati riconoscibili, oggetti con marchi e logos coperti da copyright, oggetti dal design protetto e riconoscibile (come l’iPod, ad esempio). Non vengono accettate nemmeno panoramiche di città nelle quali appaiano insegne pubblicitarie. E’ possibile intervenire con un programma di fotoritocco per cancellare i marchi da oggetti che comunque non hanno un design riconoscibile, come un generico notebook ad esempio. Anche la Tour Eiffel vista di notte non si può pubblicare, perché la sua illuminazione è protetta da copyright. Naturalmente non sono accettate immagini con contenuti xenofobi, razzisti o pornografici. Si possono inviare fotografie di bambini, ma con una liberatoria firmata da uno dei genitori o dei tutori.

D: Perché una foto che è stata rifiutata da un microstock è stata accettata da un altro sito simile?

R: Non sempre i criteri dei selezionatori sono chiari. Ogni sito di microstock ha una nutrita pattuglia di selezionatori, di solito fotografi esperti, che valuta le immagini per la loro ammissibilità (l’assenza di marchi registrati e così via), per la qualità tecnica, per la composizione e per l’attinenza con le linee editoriali del sito. Il fattore umano gioca molto e può capitare che vengano respinte foto di qualità con la motivazione che non sono adatte al sito, mentre una rapida ricerca a volte consente di vedere che immagini analoghe e magari più brutte sono online. In Fotolia può accadere perché inizialmente i criteri di selezione erano più permissivi, per fare volume, mentre oggi i selezionatori puntano molto di più sulla qualità. In categorie dove ci sono moltissime foto, come quelle di animali, vengono ormai accettate solo foto tecnicamente perfette o molto originali. Quando una foto viene rifiutata da un sito nulla ci vieta di mandarla a un altro, con buone possibilità che venga presa se è effettivamente buona.

D: Posso mandare ai microstock nudi artistici?

R: Sì. Per i nudi i criteri di selezione dei microstock sono abbastanza tolleranti, anche perché tutti hanno un filtro che può escludere dalla ricerca le immagini con contenuti sessuali. La posizione sui nudi è comunque ambigua. iStockPhoto, ad esempio dice di accettare “fotografie d’archivio che raffigurano nudi artistici parziali o completi, riservandosi il diritto di rifiutare i file qualora il soggetto e la composizione vengano considerati pornografici, osceni o comunque non adatti alla collezione di iStock”. Un po’ tutto e niente, insomma. Ogni foto viene valutata caso per caso, ma nessun microstock in ogni caso si formalizza per natiche o seni nudi. In qualche caso sono accettate anche foto in cui si vedono peli pubici. In ogni caso non sono accettate immagini con atti sessuali espliciti.

D: Posso comperare una foto alla risoluzione più bassa, tipica da web, e poi comunque pubblicarla su una rivista?

R: In teoria sì, ma non è una buona idea. Le foto più economiche si possono scaricare con una risoluzione molto bassa, che va bene soltanto per le pagine web. Se comunque si intende usarla molto piccola, a livello di un francobollo sulla carta stampata, lo si potrebbe fare. Dal momento però che una volta che la si è comperata la si può usare un numero illimitato di volte, conviene sempre scaricarla con una risoluzione adatta per la stampa (almeno 4 megapixel), perché la differenza di prezzo è di pochi euro e un giorno potrebbe tornare utile una risoluzione maggiore.

D: Posso rivendere le foto che ho acquistato?

R: Assolutamente no. Si acquisisce la licenza per usarle senza vincoli di tempo e di ripubblicazione, ma non si possono vendere ad altri, metterle su un sito nel formato ad alta risoluzione o pubblicarle su Cd o Dvd nella risoluzione originale.

D: Quando pubblico una foto acquistata su un microstock devo inserire il nome dell’autore tra i credit?

R: Non è indispensabile per le foto pubblicate su web, ma per legge quando l’immagine viene impiegata in usi editoriali bisogna inserire il nome dell’autore e del microstock nella forma indicata all’atto dell’acquisto dell’immagine.

D: In quale formato devo mandare le immagini?

R: In formato Jpeg. Ogni microstock ha dei criteri diversi. Fotolia ad esempio non accetta immagini inferiori ai 4 MB. Per maggiori informazioni consulta le nostre schede dei singoli microstock.

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Moreno Soppelsa

Giornalista per professione e fotografo per hobby, scrive articoli ed è specializzato nella realizzazione e nel coordinamento di progetti editoriali "chiavi in mano", dai periodici di settore alle pubblicazioni per bambini. Vende le sue foto tramite le principali agenzie internazionali di microstock. Altre informazioni sui suoi siti principali: http://www.microstockpoint e http://www.soppelsa.it.

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