I principali microstock

Introduzione ai principali siti di microstock, da approfondire con le schede dettagliate e gli altri articoli che potete trovare in queste pagine per conoscere a fondo gli archivi di foto royalty free e scegliere i migliori per comperare e vendere fotografie, illustrazioni e video.

Esistono ormai molti siti che consentono di comperare foto libere da diritti a prezzi estremamente convenienti. Tra le decine attualmente attivi ne abbiamo selezionati alcuni che ci sembrano interessanti per diversi motivi (oltre che per il fatto che sono tra i primi dieci al mondo per traffico secondo i dati Alexa), sia per chi compera e sia per chi vende: Fotolia, Dreamstime, Shutterstock, iStock, 123rf, Bigstock, Depositphotos, Canstock, Veer e Panthermedia. Leggi qui di seguito le ragioni per cui iscriversi per comperare o vendere su questi siti, oppure vai alle relative schede dettagliate.

Fotolia perché è un sito molto valido, focalizzato soprattutto sull’Europa (in Germania e Francia è leader assoluto), e perché è particolarmente forte anche nelle illustrazioni. Le percentuali di guadagno sono molto calate, soprattutto per chi non è in esclusiva (20-25%), ma le vendite sono in crescita costante. Purtroppo non si è deciso ancora ad accettare foto editoriali. La selezione non è rigidissima e piuttosto veloce. Versione in lingua italiana per chi vende e per chi compera. Si possono indicizzare le foto anche in italiano. Anche il suo motore di ricerca, un tempo imperfetto, è stato recentemente migliorato con il rinnovo del sito fatto a metà 2011.

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Dreamstime perché ha un motore di ricerca molto buono, utile per chi deve comperare le foto, continua a pagare bene i fotografi e ha un database di immagini di buona qualità. Il prezzo medio di vendita di una foto, per chi è iscritto da tempo, supera l’euro grazie al meccanismo dell’aumento del valore di una foto legato al numero dei suoi download. In questo modo una foto buona, giustamente costa di più, e chi vuole spendere meno è incoraggiato a scegliere quelle di livello inferiore, che altrimenti non si venderebbero mai. La percentuale riconosciuta agli autori va dal 30 al 50% per chi non è esclusivo (a seconda del livello della foto) e del 60% per chi ha concesso l’esclusiva. Ha la sezione editoriale. Lingua italiana per chi vende e per chi compera le foto, ma le foto vanno indicizzate rigorosamente in inglese.

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iStock perché ha uno tra i migliori archivi di foto di microstock in circolazione oggi, anche se è tra quelli che pagano meno i fotografi (dal 15 al 20% per i non esclusivi) e che ha la procedura per caricare le foto più lenta e impegnativa in assoluto. Ha un sezione editoriale ed è localizzato in italiano per fotografi ed acquirenti. La selezione delle foto è particolarmente impegnativa: non di rado vengono bocciate foto accettate altrove. Ma questo va a vantaggio della qualità del database. Le vendite delle foto accettate sono di solito assicurate con costanza e a buoni livelli di prezzo,

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 Shutterstock perché è ottimo per chi deve comperare e vuole farlo in abbonamento (prezzi estremamente convenienti: anche solo 20 centesimi di euro per foto) e perché pur pagando poco i fotografi per ogni singola immagine venduta, il suo notevole parco clienti consente ai fotografi di vendere un gran numero di foto. Riconosce da 0,25 a 0,38 centesimi di dollaro per download (in base al livello di incassi del fotografo). Passaggi di livello a 500, 3000 e 10.000 dollari di guadagno. La procedura di indicizzazione delle foto è abbastanza veloce e la selezione non è particolarmente dura. La versione per gli acquirenti è in italiano, mentre l’interfaccia per chi vende è in inglese. Anche le parole chiave vanno inserite in inglese, come in quasi tutti i microstock d’altra parte, a parte Fotolia e pochi altri.

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123rf perché oggi va bene nonostante una partenza lenta e riconosce ai fotografi il 50% di commissioni sulle vendite con crediti e 36 centesimi di dollaro sulle vendite in abbonamento. E, per gli acquirenti ha buone offerte per l’acquisto di crediti e offerte estremamente convenienti per gli abbonati: 89 euro per scaricare cinque foto al giorno per un mese in formato XXL . Fino a due anni fa arrancava, ma negli ultimi tempi sta molto crescendo (è ora tra i primi dieci per traffico secondo Alexa), ma ha buoni prezzi per chi vende e riconosce ottime percentuali ai chi vende immagini: 50%. Le vendite non sono ai livelli dei migliori, ma sono comunque discrete e nel tempo tendono ad aumentare con il consolidarsi del portfolio. La selezione non è per niente dura. Interfaccia in italiano sia per chi compera sia per chi vende. Ha una sezione editoriale.

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Bigstock perché, una volta che si hanno le foto già indicizzate, vale la pena di caricarle su un sito come questo (comperato tra l’altro nel 2009 da Shutterstock) che ha una procedura di upload e di inserimento delle parole chiave molto snella. Le vendite non sono entusiasmanti a detta di molti fotografi (è comunque tra i dieci microstock con più traffico secondo Alexa), ma sono tutto sommato costanti nel tempo. La percentuale pagata ai fotografi è solo del 30% del prezzo di vendita in dollari, ma il prezzo medio delle foto è elevato. Purtroppo non esiste una versione in italiano per acquirenti e fotografi. Il principale vantaggio di questo microstock è che si può comperare anche una singola foto, senza dover acquistare pacchetti di crediti (che sono pure previsti). La stessa politica è adottata da Depositphotos. Non sono previsti gli abbonamenti. Accetta foto editoriali.

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Depositphotos perché accetta senza problemi la maggior parte delle fotografie caricate, perché sta crescendo molto e consente di vendere bene grazie a una politica di prezzi particolarmente aggressiva (consigliato per chi compera). Riconosce ai fotografi non esclusivi commissioni tra il 44 e il 52% e tra il 50 e il 60% a quelli esclusivi. La procedura di indicizzazione è velocissima e l’interfaccia è in italiano sia per chi vende sia per chi compera. Su questo sito, come su Bigstock che ha la stessa formula, è possibile anche acquistare una singola foto, senza dover acquistare pacchetti di crediti o abbonamenti. Un’altra ragione per provare Depositphotos è rappresentato dal fatto che durante i primi sette giorni dall’iscrizione è possibile scaricare gratuitamente cinque foto o vettoriali al giorno di qualsiasi dimensione per un totale di 35 immagini.

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Canstock perché è tra i maggiori siti di microstock e riconosce ai fotografi commissioni ottime: il 50% del prezzo di vendita. Gli acquirenti vi possono trovare ottime immagini grazie a un buon motore di ricerca. Anche questo sito ha una veloce procedura di upload e di indicizzazione delle foto. Le vendite non sono ai livelli dei miglior e per quelle su abbonamento riconosce ai fotografi soltanto 25 centesimi di dollaro. L’interfaccia è sinceramente brutta, ma disponibile in italiano per compratori e autori.

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Panthermedia perché è tra i dieci migliori siti di microstock e ha un buon catalogo di immagini, sostenuto da un efficiente motore di ricerca. Si tratta di un sito tedesco che distribuisce le foto attraverso una rete di un centinaio di partner sparsi per il mondo. Le percentuali riconosciute a fotografi vanno dal 30 al 50%. Per un fotografo medio con un medio portafoglio i guadagni non sono al pari con altri siti più gettonati, ma sono comunque accettabili. Ha una bella interfaccia ed è gradevole da usare sia per gli acquirenti sia per gli autori, ma purtroppo non esiste ancora una versione in italiano.

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Veer perché è un microstock (fotografia e grafica) che sta facendo molto sul serio grazie alle risorse che vi sta infondendo il suo proprietario di tutto rispetto: nientemeno che Corbis. Secondo tentativo dopo il flop di Snap Village, che ha chiuso i battenti dopo pochi anni di agonia accettando foto di qualsiasi genere e vendendo poco o niente. Ha una bella interfaccia (anche in italiano). Paga ai fotografi commissioni del 35%. La procedura di upload e indicizzazione delle foto è lunga e fastidiosa, al pari di quella di iStock.

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Moreno Soppelsa

Giornalista per professione e fotografo per hobby, scrive articoli ed è specializzato nella realizzazione e nel coordinamento di progetti editoriali "chiavi in mano", dai periodici di settore alle pubblicazioni per bambini. Vende le sue foto tramite le principali agenzie internazionali di microstock. Altre informazioni sui suoi siti principali: http://www.microstockpoint e http://www.soppelsa.it.

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