I principali microstock


Una volta conosciuti i meccanismi e le finalità dei microstock (se non siate ancora a questo livello potete fare un saltino nella sezione Conoscere i microstock di questo sito) è il caso di scegliere quali sono quelli più interessanti da seguire. Esistono ormai molti siti che consentono di comperare foto libere da diritti a prezzi estremamente convenienti. Tra le decine attualmente attivi ne abbiamo selezionati alcuni tra i più noti, alcuni in crescita e altri in declino: Fotolia, Dreamstime, Shutterstock, iStock, 123rf, Bigstock, Depositphotos. Ecco, in sintesi, il nostro parere su questi siti. Per ognuno di essi potete saperne di più andando alle relative schede presenti in questa sezione.

  • Fotolia È a tutt’oggi un ottimo sito sia per comperare foto, illustrazioni e video, sia per venderle. La sua crescita è costante, i prezzi di vendita sono buoni e gli incassi per i collaboratori sono allineati a quelli dei microstock di vertice. Uno dei suoi principali difetti? È praticamente l’unico grande microstock che non accetta foto editorali.
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  • Dreamstime Rimane un sito estremamente valido sia per comperare foto (ha tra l’altro un buon motore di ricerca), soprattutto quando si sottoscrive un abbonamento, sia per caricare le proprie immagini. Rispetto al passato, come avevano annunciato gli amministratori di Dreamstime, le vendite per i singoli collaboratori sono calate ma il guadagno medio per transazione è aumentato facendo levitare i compensi della maggior parte dei contributor.
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  • iStock Un sito che continua ad essere di riferimento per quanto riguarda la foto libere da diritti, sul quale Getty sta investendo molto facendo attenzione a differenziare ulteriormente le collezioni di foto presenti nell’archivio in funzione della loro qualità. Valido per comperare e per vendere, anche se è in rapida evoluzione e molte cose potranno cambiare quest’anno sia dal lato dei clienti sia da quello dei collaboratori.
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  • Shutterstock Il segreto del successo internazionale di Shutterstock deriva sia dal buon materiale presente, sia dall’aver introdotto tra le prime le vendite in abbonamento a prezzi bassi (negli ultimi anni le altre agenzie si sono adeguate a questi prezzi e ora tutte forniscono le vendite su abbonamento). Shutterstock è anche stata la prima agenzia d’immagini online a lanciare una libreria video. È stato anche il primo Microstock ad avere una sezione editoriale. Apprezzata da clienti e fotografi anche la stabilità dei prezzi e dei compensi, che non cambiano da anni.
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  • 123rf Oggi non è più tra i siti più gettonati dai compratori. I suoi prezzi sono sostanzialmente stabili, ma nel frattempo molti siti concorrenti hanno ridotti drasticamente diventando più competitivi di 123rf. Dal punto di vista di chi vende i prezzi pagati sono buoni soltanto per chi vende moltissime foto (per oltre un milione di crediti all’anno). Per chi ottiene meno di 250 crediti all’anno la commissione netta è del 30%. Per le foto scaricate in abbonamento il guadagno per questa fascia di fotografi è di soli 21 centesimi di dollaro per foto, compenso che sale di fascia in fascia sino ad arrivare a 43 centesimi. In genere non è un sito dal quale i fotografi ricavano molto.
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  • Bigstock Riesce sempre più difficile capire che senso abbia questo microstock. Era stato comperato da Shutterstock, che da sempre punta soprattutto sulle vendite in abbonamento, probabilmente con l’intenzione di farne la mano sinistra specializzata nelle vendite con il meccanismo dei crediti. Ora anch’esso vende su abbonamento e potrebbe essere un concorrente in casa di Shutterstock, se non fosse più caro. Secondo noi non conviene comperare su questo sito e nemmeno vendere, considerate le scarse vendite che lamentano i fotografi e il livello di remunerazione basso soprattutto per quanto riguarda gli abbonamenti.
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  • Depositphotos Dopo l’ultimo ritocco verso l’alto dei prezzi delle immagini non ci sentiamo più di inserirlo tra i microstock da scegliere a occhi chiusi per comprare materiale, ma sicuramente è tra quelli da tenere in considerazione per vendere i propri lavori. Riconosce ai collaboratori le commissioni più alte e le vendite sono in continuo aumento.
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